Terapia neoadiuvante con inibitori dell’aromatasi nel tumore alla mammella localmente avanzato


Il trattamento preoperatorio con un inibitore dell’aromatasi può risultare efficace nelle pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato.

Lo studio, coordinato da Vladimir Semiglazov del Petrov Research Institute of Oncology di San Pietroburgo ( Russia ), ha coinvolto 239 donne in postmenopausa con tumore alla mammella , positivo per il recettore per l’estrogeno, in stadio T2 con coinvolgimento di 1 o 2 linfonodi oppure in stadio T3 con non più di 1 linfonodo coinvolto, o T4 con nessun interessamento linfonodale.

Le pazienti sono state assegnate in modo casuale prima dell’intervento chirurgico al trattamento con Anastrozolo ( Arimidex ), o Exemestane ( Aromasin ), oppure chemioterapia.

Anastrozolo ed Exemestane sono due inibitori dell’aromatasi.

Le 121 pazienti trattate precedentemente con inibitori dell’aromatasi sono state successivamente randomizzate a ricevere 1mg/die di Anastrozolo ( 61 pazienti ) oppure 25mg/die di Exemestane ( 60 pazienti ).
Le pazienti sono state trattate per 3 mesi.

Le 118 pazienti del gruppo chemioterapia hanno ricevuto 60mg/mq di Doxorubicina e 200mg/mq di Paclitaxel ogni 3 settimane per 4 cicli.

Il 62.2% delle pazienti nel gruppo terapia con inibitori dell’aromatasi ed il 63.5% delle donne nel gruppo chemioterapia hanno risposto al trattamento.
Il tempo mediano alla risposta clinica è stato di 57 giorni nel gruppo terapia con inibitori dell’aromatasi e di 51 giorni nel gruppo chemioterapia.

La risposta completa patologica è stata raggiunta nel 3.2% dei pazienti nel gruppo terapia con inibitori dell’aromatasi e nel 5.9% nel gruppo chemioterapia.

Lo studio ha mostrato i benefici dell’uso degli inibitori dell’aromatasi, come neoadiuvanti, in alcuni pazienti con tumore mammario localmente avanzato. ( Xagena2006 )

Fonte: 5th European Breast Cancer Conference, 2006


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